New York Reflections

Enrico Pieranunzi

Featured Artists

Enrico Pieranunzi  piano
Paul Motian  drums
Steve Swallow  electric bass

Recorded
Oct 30, 2008

Release date
Oct 22, 2012

Duration
48:31

Record Label
Cam Jazz
 

SIDE A:

1 - PS1 

2 - This Is New 

3 - Blue Waltz 

4 - Sofy Night Song

SIDE B: 

1 - Suspension Points 

2 - Reflections 

3 - End Of Diversions 

4 - Intro/outro

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Cam Jazz     AMAZON     Discogs

 

180 gram Vinyl LP

This first pressing 180 gram black vinyl LP is only available in vinyl format, as it was never issued in CD format.

The title of this album is enough to reveal a charm, “Live at Birdland” and to open the mind to a collective image that brings you back to the greats of the past, to those musicians who wrote history within the walls of this famous New York club.  Suffice it to say that not only was Enrico Pieranunzi the only Italian to receive a carte blanche in that magical venue at 315 West 44th Street, but on this occasion he was accompanied by two giants in music history. Two absolute masters like Steve Swallow and Paul Motian.  Just listening to the first five minutes of this unique record is all you need to understand that the chemistry worked, that by putting these magical elements together, the magic that CAM JAZZ so strongly desired, was made.

Recorded live at Birdland on 30 October 2008 in New York 

Mixed at Sear Sound Studio on 28, 29 October 2009

Recording engineer James Farber

 

Cover photo by Andrea Boccalini

REVIEWS


Enrico Pieranunzi Trio New York Reflections

Considerato a buona ragione fra i più prolifici del panorama jazz europeo dal respiro internazionale, il maestro Enrico Pieranunzi non dà il tempo di deliziarci con l’ascolto di una nuova produzione, magari in compagnia di un nuovo organico o in piano solo che già è al lavoro per regalare ai suoi tantissimi fans un’altra perla della sua sconfinata discografia. Se poi, a tutto ciò aggiungiamo anche le preziose ristampe in vinile 180 grammi, lo dobbiamo inserire di diritto nel novero dei più amati e celebrati pianisti viventi del mondo. Non è un caso che, solo a qualche mese di distanza dalla recensione della bellissima ristampa di “FelliniJazz”, ci ritroviamo a godere di un altro LP del musicista e compositore romano, relativo ad una registrazione live effettuata qualche anno addietro negli States con il virtuoso del basso elettrico Steve Swallow e il compianto gigante della batteria Paul Motian. Un trio dalla forte impronta americana, in cui il fuoriclasse italiano dialoga alla grande con i suoi partners d’oltreoceano, sfoggiando quella nota maestria nel fondere la profonda conoscenza della musica dotta europea con la sontuosa padronanza del linguaggio jazz che, nella performance live del 30 ottobre 2008 al Birdland di New York, ribadisce l’eccellenza formale di Pieranunzi. Nel rapito scoprirsi dell’album si rileva la straordinaria abilità di Steve Swallow e Paul Motian nel tessere trame ritmiche tanto fitte, quanto intrecciate, permettendo ad Enrico Pieranunzi di tuffarsi a perdifiato in scoscesi pendii free di “PS1” o stemperare amabilmente il proprio lessico in rilassati slarghi lirici come in “Sofy Night Song”. In tal senso, il quanto mai elegante interplay fra la personale cifra pianistica di Pieranunzi, il costante contrappunto del basso elettrico di Swallow e la ben nota frammentazione ritmica di Motian, connotano il tutto di un accattivante avvicendarsi fra momenti dalla saturazione collettiva ad altri superbamente scarni ma ricolmi di quei peculiari silenzi che fanno del jazz una musica unica, irripetibile e ricca di fascino. Nel susseguirsi delle performances che compongono il Lato A e B del prezioso vinile, ci si imbatte nell’atmosfera intrisa di puro romanticismo espressivo di “Suspension Points”, e toccanti sprazzi lirici come nella bellissima e suadente “Blue Waltz”. Ancora “This Is New” di Kurt Weill e “Reflections” di Thelonious Monk rappresentano il variegato territorio su cui si muovono i tre fuoriclasse, che in ogni brano, in ogni cambio ritmico, in ogni sussurro o slancio solistico, sfoggiano un’invidiabile tensione sino al termine del disco. E allora? Non resta altro che associarsi agli applausi del pubblico che ha avuto la fortuna di assistere a quella magica serata, immaginando a posteriori e sprofondati nella propria postazione d’ascolto di averne fatto un tantino parte. La ristampa su vinile 180 grammi di questo live è di apprezzabile qualità sonica: la riproduzione delle peculiari dinamiche timbriche degli strumenti superbamente utilizzati dai tre virtuosi e la buona ricostruzione ambientale del noto Jazz Club newyorkese rendono ancor più accattivante la fruizione di un lavoro che consiglio ai tanti appassionati del mitico disco nero.

29/10/2015   NeapolisJazz Magazine   Francesco Peluso
 

Pieranunzi: un trio americano da far girare sul piatto

Vinile, 180 gr.: è una specie di formuletta magica che negli ultimi anni seduce centinaia di migliaia di appassionati di musica, collezionisti e cultori dell'hi-fi, di tutto il mondo (soprattutto Giappone, Germania e Usa), convinti che il vecchio ellepi abbia molti pregi e meno difetti del cd: di certo, dicono, il suono è più caldo e coinvolgente; poi c'è il gusto di le grafiche di copertina di dimensioni grandi. La CAM JAZZ si è adeguata, inaugurando una nuova serie di dischi esclusivamente in vinile con un Lp del trio di Enrico Pieranunzi, New York Reflections (continuerà con le ristampe di sei dischi delle gloriose etichette Black Saint e Soul Note). La qualità del suono è davvero sopra l'eccellenza, il che aiuta a far risaltare le mille sottigliezze della registrazione live, dato che il gruppo del pianista romano fa proprio della sottigliezza una delle componenti principali della sua musica. Anche questo trio «americano» con Steve Swallow al basso elettrico e Paul Motian alla batteria è di livello eccelso e ha dato diversi concerti memorabili, fra i quali questo del 30 ottobre 2008 al Birdland di New York. Mentre Swallow e Motian intessono un ordito di linee sapientemente ma irregolarmente intrecciate, spesso sfaldate a grumi di materia, e rubano la scena al leader in un'ondivaga serie di primi e secondi piani alternati (Swallow in un costante e perfetto contrappunto di sostegno; Motian inventando sprazzi di diverse intensità e macchie di differenti colori in avvicendamenti di pieni temerari con vuoti inquietanti); Pieranunzi giostra fra arditezze che si affacciano al free (ma sempre ragionato, quindi tenuto sotto controllo), ricordandosi della musica dotta occidentale e di Lennie Tristano (PS1), e melanconie disarmanti (Sofy Night Song); giostra fra romanticismi che non sdilinquiscono mai, anzi assurgono a capolavori di espressività guidata da logica formale (Suspension Points), e perentorietà declamatorie così avvincenti da sedurre e commuovere (Blue Waltz), interpretando in modo personalissimo This Is New di Kurt Weill e Reflections di Thelonious Monk, ma presentando anche cinque sue felicissime composizioni (da ricordare che Pieranunzi è l'unico italiano a vantarne tre nel Real Book americano: Dee Song, Don't Forget The Poet e Coralie). Sempre, in ogni brano, la tensione non si spezza, si mantiene alta sino alla nota finale, liberatoria. E viene voglia di applaudire.

9/11/2012   l’Unità   Aldo Gianolio